Natasha Pirogova
Sono nata a Murom, nel cuore della Russia, il mio primo incontro con la Danza è avvenuto a 6 anni e ancora oggi, dopo 48 anni, è un matrimonio felice e fecondo.

Come d'obbligo in una scuola sovietica, ho dovuto attraversare e sacrificare una parte della mia Danza nei santuari di danza classica, di danza di carattere (che in un paese come l'Unione Sovietica voleva dire il "carattere" di almeno 15 repubbliche e innumerevoli popoli che li abitano), danza moderna, danza contemporanea… segue un lungo elenco delle sottospecie di danze non convenzionali, postcontemporanea, che vi risparmio.

Poi, come in tutte le Storie che si rispettino, avvenne una crisi, un momento di svolta, quando per seguire un coniglio bianco, ignara e canticchiante, caddi in una Buca. Dove mi aspettavano e mi stavano già versando del Tè. Tè, come te stesso. Me.
E allora?, direte. E allora, anno dopo anno, gradino dopo gradino, mi sono trovata nell'incantevole ma faticoso cammino di spoliazione.

Per ritrovare la propria danza bisogna togliere di dosso tutto quello con cui sei stato abbigliato dall'educazione, dalla civiltà, dalla cultura, dalla genetica.
Immersa nello studio delle discipline che non trattavano più il corpo come un insieme di arti e muscoli, oppure come lo strumento di esibizione, di se stessi e delle aspettative altrui, ho scoperto il Corpo come un fedele alleato, come l'archivio vivente dei nostri limiti (autocreati), traumi, traguardi.
Poi, di più, come luogo dell'anima, come scrigno dei desideri, dei progetti e delle missioni: vere, ridenti, in armonia con l'anima.
Segue abbreviato ma doveroso elenco delle persone che hanno guidato questo mio cammino con i loro metodi: Moshè Feldenkrais, Ida Rolf, Françoise Mézières, Alexandre Lowen (bioenergetica), William Horatio Bates, Josef Pilates, e ancora Isadora Duncan, Maria Fux, Gabrielle Roth. Alexander Girshon, Alexander Menshikov, Alexandra Vilvoskaya. Hubert Godard – il mio Bianconiglio. Mariagrazia Gualtieri.

Dopo anni di studi, ricerche e sperimentazioni, grazie alla fiducia e all'entusiasmo dei miei allievi, ho distillato il mio metodo di approccio al corpo in movimento "La danza di Natasha", presentato e riassunto nell'omonimo libro.
Di questo metodo tengo anche la formazione, tra movimento, presenza, danza e senso di appartenenza.

Oggi, grazie al Corpo, so che il suo movimento libero, sincero e veritiero, come può essere la danza, è la via di contatto con se stessi, con l'autentico piacere di essere e di vivere, al di sopra dei costrutti mentali o vane gioie intellettualizzate.

So, che un corpo non è mai brutto o sgraziato, ma sono le nostre rigide certezze, fede nei falsi dei o paure a deviarne la sua naturale grazia.

So, che il corpo non solo parla, racconta e a volte grida, ma che è anche un grande orecchio. Ascolta, riceve e si nutre di essenze sottili, di poesia e di natura, di silenzio.
Del sacro.
E ci invita, silente, a fare altrettanto.
PHOTO CREDITS: Liza Evteieva